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Lacan e la Cina

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Lacan era sorpreso, dice François Cheng, che il termine Tao significhi contemporeaneamente la Via e il parlare (o l’enunciazione).(2) Non è l’unico apporto della cultura cinese ad aver interessato Lacan. Basterebbe pensare al riferimento al wu wei, a quell’agire senza agire in cui ritrova il principio cardine della pratica analitica, o ancora all’interesse per il dialogo che Mengzi intesse nel collegamento tra xing e ming, tradotti con natura e destino. Questo numero della rivista offre una panoramica dell’interesse di Lacan nei confronti della cultura cinese, e che è il frutto di un convegno che ha riunito sinologi, filosofi e psicoanalisti su questo tema.

Non è tuttavia l’unico apporto di questo numero. L’inedito in italiano di Lacan consiste nel suo intervento finale alle Giornate di studio dell’École freudienne de Paris che si tennero a Lille nel settembre 1977, e, oltre ad altri articoli, segnaliamo il testo di Jacques-Alain Miller Che cosa vuol dire essere lacaniani?, che è una ripresa di parte del suo Corso tenuto al Dipartimento di Psicoanalisi dell’Università di Parigi VIII nel 1997, mentre pubblichiamo in questo numero le sue ultime lezioni del Corso del 2010-2011, dal titolo L’Essere e l’Uno.

Aa.Vv.

Riepilogo:

Autore: Aa.Vv.

Segnalato il: 10 dicembre 2015

Scheda tecnica: www.astrolabio-ubaldini.com/scheda_libro.php?libro=1375


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