24 MAGGIO 2012, 14.30-16.30

JACQUES RANCIÈRE
Relazione di Bruno Besana, discute Matteo Bonazzi

L’estetica e l’educazione sono ripensate da Rancière separatamente ma anche nel loro reciproco rimando, a partire dalle trasformazioni che la contemporaneità ci propone.
Come nasce oggi un soggetto?
Cosa significa insegnare senza sapere?
Quale posizione occupa un “maestro ignorante”?
Parallelamente, quale posizione tiene oggi lo spettatore nella fruizione estetica, quale politica orienta i processi di ridefinizione di ciò che è interno/esterno al sistema arte come di ciò che appartiene o è escluso dalla scena della rappresentanza? In questa direzione Rancière ci porta a incontrare una dimensione del “sentire” che si colloca oltre la tradizione del soggetto moderno, rivelando una dimensione inconscia che riscrive il legame tra educazione e dispositivi di formazione della sensibilità.