13 NOVEMBRE 2012, 15.00-17.00

Su MICHEL FOUCAULT
Relazione di Enrico Redaelli, discute Francesco Cappa

Michel Foucault è colui che ha smontato la concezione tradizionale del potere, sino a farla sostanzialmente coincidere con quella di storicità. Il termine «dispositivo», che gioca un ruolo centrale nella sua analisi del potere, è costruito sulla nozione di «positività». Le positività sono elementi storici che fungono da a priori coercitivi in quanto dispongono del soggetto, lo immettono entro pratiche di vita e perciò stesso lo istituiscono.
Ma se il potere è la storicità, in quanto anonimo processo di soggettivazione, allora non c’è margine di manovra? Non esiste un punto al di fuori della storicità in cui collocarsi? Nella Volontà di sapere egli parla di un potere produttivo di piacere: nei suoi dispositivi di soggettivazione, il potere codifica e genera nuovi piaceri. La relazione tra dispositivi e piacere in Foucault costituisce un buon punto di partenza per riflettere su un nodo problematico che oggi interessa tanto la filosofia quanto la psicanalisi, specie se messe al lavoro in quel campo che chiamiamo immaginario contemporaneo: il nodo che insiste sul rapporto tra piacere, soggetto e dispositivi.