MARTEDÍ 10 MAGGIO 2016, ORE 17.00-19.00, UNIVERSITÀ DI MILANO-BICOCCA, EDIFICIO U6, IV PIANO, AULA 4288

L’INCONSCIO IN CLASSE
IL PIACERE DI CAPIRE E QUEL CHE LO GUASTA

A chi lavora come consulente nella scuola vengono chieste soluzioni pratiche: un bambino con difficoltà di apprendimento deve poter imparare, una classe bloccata dai conflitti deve essere rimessa in condizione di funzionare, un inserimento difficile deve essere facilitato e reso possibile.
Se questi problemi vengono affrontati in modo tecnico, mimando la metodologia della scienza, e se le componenti della scuola vengono trattate come variabili di un’equazione, le soluzioni che ne risultano sono in genere inconsistenti. L’esperienza descritta nel libro è quella di uno psicoanalista che porta “l’inconscio in classe”, che fa valere cioè la soggettività delle persone, bambini, insegnanti, genitori, nella complessa rete di relazioni che si creano, che non appaio mai “in chiaro” e vanno decodificate. Il modo di lavorare adottato in questa singolare esperienza è presentato, insieme alle riflessioni teoriche che se ne possono trarre, in diversi frammenti clinici e di osservazione.
Particolare risalto ha l’ampia esposizione del caso con cui il libro si conclude, che dà un significativo contributo all’attuale dibattito sull’autismo: fuori dalla falsa alternativa tra un riduzionismo biologico (causalità genetica) e uno psicologico (madri frigorifero) l’autismo appare come la condizione di un soggetto preso in un intreccio in cui l’Altro perde la propria distanza simbolica traducendosi in un “no” nel reale.

Interviene: Marco Focchi
(Psicoanalista SLP, Direttore dell’Istituto Freudiano di Milano)

Discute: Matteo Bonazzi
(Università degli Studi di Milano-Bicocca)