29 MAGGIO 2013, 16.00-18.30

Su GIORGIO AGAMBEN
PROFANAZIONE/COMUNITÀ
Relazione di Stefano Marchesoni, discute Fulvio Carmagnola

Dal 1970, anno di pubblicazione del suo primo libro (L’uomo senza contenuto), ai capitoli più recenti del vasto progetto “Homo sacer” (Opus Dei e Altissima povertà, usciti nel 2012), Giorgio Agamben si è imposto nel panorama filosofico attuale come uno dei pochi pensatori veramente contemporanei, capaci cioè di percepire del proprio tempo “non le luci, ma il
buio”, aprendo nel presente sempre nuovi scarti a partire dai quali renderlo leggibile.
Caratterizzati da una prosa luminosa, in cui si sposano rigore filologico e slancio messianico, i testi di Agamben appaiono come contributi a un’arte della profanazione, intesa specificamente come restituzione all’uso comune dei paradigmi da lui ricostruiti archeologicamente. Si tratterà dunque, da un lato, di mettere a fuoco il gesto proprio di Agamben (a partire dal suo Elogio della profanazione), dall’altro di interrogarsi su alcuni temi a lui cari, in particolare quelli di “potenza”, “comunità”, “dispositivo”, “stato di eccezione” e “forma-di-vita”, in modo da sondarne effetti e possibili sviluppi.