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Il panorama della filosofia francese contemporanea

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Nel XX secolo c’è stato un grande momento filosofico francese: poco meno di cinquant’anni che vanno da L’essere e il nulla (1943) di Sartre fino a Che cos’è la filosofia? (1991) di Gilles Deleuze e Felix Guattari. In mezzo una serie di nomi – Bachelard, Merleau-Ponty, Lévi-Strauss, Althusser, Foucault, Derrida, Lacan – e dei progetti filosofici molto diversi tra di loro che tuttavia hanno condiviso una sensibilità comune. Più che dei filosofi sono stati un gruppo di avventurieri del concetto che hanno rivoluzionato la scrittura filosofica; che sono stati protagonisti della scena politica; che hanno tirato fuori la filosofia dall’accademia per mischiarla alle espressioni più contemporanee della modernità (cinema, sessualità, società). Una manciata d’anni in cui la filosofia è stata attraversata da un desiderio che la vita e il concetto non fossero più separati l’una dall’altro.

Alain Badiou, scrittore, filosofo, professore emerito all’École Normale Supérieure di Parigi, è fra i massimi filosofi viventi. Tra le sue opere tradotte in italiano e pubblicate presso Mimesis Edizioni segnaliamo: Inestetica (2007), Ontologia transitoria (2008) e Alla ricerca del reale perduto (2016).

Pietro Bianchi è PhD candidate al Dipartimento di Romance Studies della Duke University. Ha pubblicato Jacques Lacan and Cinema. Imaginary, Gaze, Formalisation (2017) e diversi articoli di cinema, filosofia e psicoanalisi. Collabora inoltre regolarmente con la rivista “Cineforum” e con i siti web “Le parole e le cose” e “Doppiozero”.

Riepilogo:

Autore: Alain Badiou, Pietro Bianchi

Segnalato il: 21 dicembre 2019

Scheda tecnica: mimesisedizioni.it/libri/filosofia/ot/il-panorama-della-filosofia-francese-contemporanea.html


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